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Montezemolo mostra i conti al giudice

Il presidente della Ferrari ha rivelato gli stipendi dei piloti e altri particolari sul team in una causa intentata per diffamazione

Articolo del 1995 e intitolato: “La Ferrari sbaglia tricolore: prende Irvine invece di Larini”. Nell’articolo si diceva, secondo il capo di imputazione, che nell’operazione c’era qualcosa di poco limpido da parte della Ferrari e si ipotizzavano condotte di false contabilizzazioni e sovrafatturazioni. Alla domanda del pubblico ministero Maria Rosaria Sodano – che chiedeva se fosse congrua quella somma pagata per lrvine – Montezemolo ha esclamato: «E’ difficile dirlo. Per noi ovviamente sì. Non dimentichiamo che Schumacher, con il quale abbiamo un contratto triennale, guadagna cinque, sei, sette volte quel che percepisce il pilota nordirlandese. Dipende dai parametri che si hanno. Per esempio in precedenza avevamo piloti di Formula 1 come Jean Alesi e Gerhard Berger (passati entrambi alla Benetton alla fine della stagione 1995, ndr) che ci costavano otto-dieci milioni di dollari ciascuno all’anno (va detto che, all’epoca, cifre di questo tenore furono smentite più volte, ndr). Quell’articolo ci fece male soprattutto perché venne pubblicato in un periodo in cui era in atto un dibattito sulle sponsorizzazioni sportive irregolari e, a tal riguardo, si metteva in discussione la correttezza della nostra azienda».
La frase che ha determinato la condanna del giornalista redattore dell’articolo e del direttore del quotidiano è stata quella in cui si diceva che una parte di quei soldi si sarebbero potuti perdere per strada. Il pubblico ministero ha chiesto un milione e mezzo di multa per ciascuno degli imputati. che sono stati condannati rispettivamente a un milione l’autore del servizio e 800 mila lire il direttore dell’epoca per mancata sorveglianza sulla pubblicazione. I due dovranno anche risarcire i danni a Montezemolo nella misura da stabilirsi attraverso un giudizio civile.
Il legale rappresentante della Ferrari attraverso il suo legale Giuseppe Zanalda, aveva chiesto una provvisionale di 100 milioni. l due giornalisti erano assistiti dall’avv. Alessandra Azara, che ha comunque annunciato ricorso in appello. Il giornalista “diffamatore” ha sostenuto di avere esercitato un diritto di critica nei confronti della scelta di un pilota straniero a scapito dell’italiano Nicola Larini (adesso alla Sauber). Particolare curioso: è la prima volta che un processo per diffamazione a mezzo stampa si esaurisce in una sola udienza.

fonte: TuttoSport 14/02/1997

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